Matilda

Molti di voi conoscono Valentino, il mio ometto classe 2003, alcuni di voi sono al corrente di Matilda, nata il 6 Novembre 2008.

Mi sembra doveroso dedicare un articolo a te che sei il mio grande amore e il mio amore grande.
A te che tieni sveglia la tua mamma nelle ore più improbabili della giornata.
A te che fai fuori pannolini come nemmeno una squadra sponsorizzata dalla Falqui saprebbe fare.
A te che sorridi in un modo meraviglioso.
A te che bevi il tuo latte con un’avidità più unica che rara.
A te che, insieme a Valentino, mi fate scoppiare il cuore di gioia.
A te che quando ti arrabbi, strilli con una strana melodia in dolby sorround.
A te che sei, semplicemente te, amore mio.

Difficile spiegare quanto sia faticoso crescere un bebè.
Difficile spiegare quanto sia impegnativo resistere ad orari improbabili della notte, dopo una giornata dedicata a te (mia moglie meriterebbe un monumento).
Difficile spiegare quanto sconfinato possa essere l’amore di un genitore.

Ogni volta che ti guardo, Matilda, sei talmente bella che mi chiedo come abbiamo fatto a farvi così, tu e Valentino siete Out Of Range rispetto a mamma e papà, ma va bene così.
Io e mamma vogliamo vedervi crescere felici, sani e belli … avete un mondo da esplorare, scoprire, conquistare e noi saremo sempre a vostra disposizione, pronti a consigliarvi, rassicurarvi, consolarvi e a gioire per i vostri piccoli\grandi successi.

Però amore mio, una cosa te la devo dire: “Quando ti prendo in braccio per fare il ruttino, potresti evitare di farmi la colatura di latte sulla schiena? Che poi non la noto e dal cliente sembro uscito da un sobborgo metropilitano del bronx?!“.