Autodistruzione

Credetemi, se guardandomi bene dovessi trovarmi addosso uno di questi pulsanti, non esiterei a premerlo e se per caso non dovesse funzionare al primo colpo, continuerei fino a consumarlo, per giungere con somma spensieratezza al momento della mia auto distruzione … boooooom … !
Non che ci siano particolari problemi, anzi, tutto gira a gonfie vele, famiglia, amore, lavoro … però mi rendo conto che non ho mai un attimo di tregua per pensare a me stesso, la cosa mi fa divertire perché in fondo, non sento la necessità di dover fare qualcosa per me stesso, faccio già tanto (Blog, Giri in moto, Coltivo la mia passione per l’Hi Tech) eppure alla fine non ho assolutamente un diversivo che esuli dalla mia vita professionale e la cosa è curiosa.
Devo davvero auto distruggermi? Probabilmente no, vivo le mie passioni e le coltivo, forse non dedicando loro il tempo che vorrei, ma ciò non toglie che sono attivo su molti fronti.
Forse quello di cui veramente avrei bisogno è una “pausa forzata” che porti mente e corpo ben lontano dal luogo di lavoro, che sconnetta TUTTI I MIEI SMARTPHONE dalla connettività Mail e che faccia dimenticare ai miei clienti e ai miei amici chi sono per qualche giorno, potendomene restare in santa pace con mia moglie e con i miei figli … ma tutto questo non è al momento possibile …
Dovrei imparare solamente a fare una cosa: Demandare.
Non posso fare invece come suggeriscono alcune persone: Rinunciare a dei lavori nuovi.
Mai dire no ad un nuovo lavoro, non per ingordigia, ma semplicemente perché non sai cosa potrà accadere dopo, se ci saranno nuovi lavori, quindi conviene portare in casa tutto quello che di buono arriva e affrontare questi Happy Problem a testa alta.
Sicuramente se potessi demandare parte delle mie responsabilità, il mio tempo ne guadagnerebbe non solo come elasticità, ma soprattutto come QUALITA’ e non è cosa da poco, però se demando devo avere la certezza che tutto vada bene. Il mio business è talmente costruito su misura e di nicchia che risulta difficilissimo trovare profili ai quali poter demandare buona parte di ciò che faccio e questo da una parte mi agevola moltissimo con i clienti (dato che quasi nessuno eroga servizi come lo faccio io), dall’altra mi lega le mani perché demandare troppo spesso significa doverlo comunque rifare io, con tempi ancora più ristretti e con l’accumulo di attività che nel frattempo si è generato.
Facciamo così, effettivamente non necessito di un auto distruzione, però se qualcuno è al corrente di dove possa trovare una macchina del tempo me lo dica … magari posso trovare il modo di ripetere certi momenti di relax e mi raccomando, non suggeritemi questa (trovata in google cercando macchina del tempo!!!).













sabato, 26 settembre, 2009 at 13:02
Secondo me dovresti riuscire a organizzarti in modo da tirare un attimo il fiato , dai retta hai una bellissima famiglia non trascurarla troppo per il lavoro che poi certi momenti non tornano ( mi riferisco all’età dei tuoi figli) . Sono figlia di un padre che ha lavorato come un pazzo e che vedevo la sera quel poco tempo prima di andare a dormire , sicuramente ci ha garantito un sacco di belle cose ma noi avremmo preferito meno cose materiali e più tempo con lui
domenica, 27 settembre, 2009 at 20:38
Vedi Barbara la differenza è che non sacrifico il tempo di figli e famiglia.
La mattina inizio alle 5:30\6:00, ma la sera sono a casa massimo alle 19:00 e fino alle 21:30 sono per i miei figli.
Sabato e domenica sono solo per la mia famiglia, al massimo, se devo lavorare, mi sveglio al sabato molto presto e sono a casa per le 11:00.
Chi si sacrifica davvero sono io, ma per la mia famiglia questo e altro.
martedì, 6 ottobre, 2009 at 22:19
L’autodistruzione fà parte di un progetto dettato dalla natura e inciso nel cervello in esseri consapevoli (quindi mammiferi superiori come l’uomo)
Io ho tentato il suicidio tante volte
martedì, 6 ottobre, 2009 at 22:20
chiaramente è una sorta di selezione naturali in quei soggetti più deboli psicologicamente per continuare la specie
mercoledì, 7 ottobre, 2009 at 8:17
Alessandro attenzione, io non ho parlato di suicidio, ma solo di stanchezza, lungi da me porre fine alla mia vita, ci tengo troppo!!!