Essere se stessi e non una controfigura di quel che vorremmo essere

maschio-in-gabbia

Diciamocelo, Facebook è fantastico, peccato solo che spesso alcuni suoi abbonati lo rendano palloso all’inverosimile.
Lavoro, lavoro, lavoro, lavoro, lavoro e poi a volte, ancora lavoro … ma che cazzo, durante il giorno nemmeno il tempo per farsi una sana tazzina di cazzi propri insieme alla fidanzata, mante, compagna, amica, collega, gane, gatto, topo, stercolario? No, non ci credo, non potete essere così imbrigliati, urge maggior relax e soprattutto un aiuto dall’esterno, un fulmine, qualsiasi cosa possa farvi distogliere l’attenzione e rendervi umani veramente, fosse anche solo per un secondo.

Attenzione, queste cose le scrivo io che a conti fatti sono quasi un fottuto stacanovista, ma amando ciò che è famiglia, divertimento, passioni, e tantissime piccole altre cose, frammento idee lavorative con spezzoni di vita reale, quella che non mi crea problemi sapere che si sappia.

Quindi non parliamo di privacy o altro, tutti abbiamo qualcosa da raccontare e qualcosa da tenere per noi, altrimenti, saremmo DAVVERO NOIOSI!

Ho diversi contatti e mi piace ogni tanto girovagare per le varie bacheche e scoprire con maggior dettaglio cosa pensano i miei FaceFriends, solo che da alcune bacheche esco talmente velocemente  che rischio di fumarmi il mouse! Non appena vedo link di lavoro, citazioni di lavoro, esperienze di lavoro e non intravedo briciole di umanità … stonf … salto fuori!

Magari è solo una mia fissazione, ma le persone amo conoscerle per quello che sono realmente nella vita e non per l’Avatar di se stessi che vogliono proporci come alternativa a loro più congeniale.